Stigmatizzazione
La stigmatizzazione è il fenomeno sociale che attribuisce una connotazione negativa a un membro (o a un gruppo) della comunità in modo da declassarlo a un livello inferiore. Oggetto di studio della sociologia e dell'antropologia a partire dagli anni sessanta, la stigmatizzazione è uno strumento utilizzato dalla comunità per identificare i soggetti devianti.

La parola stigma viene usata come sinonimo di marchio, segno distintivo, in riferimento alla disapprovazione sociale di alcune caratteristiche personali. In sociologia si usa per caratterizzare un handicap fisico o mentale o una devianza.

Sono i greci che si servono per primi di una parola (stigma) per denominare una serie di segni fisici che possono essere associati ad aspetti riprovevoli, considerati legati alla "condizione morale" dei soggetti che ne sono afflitti, come criminali, schiavi o traditori, per identificarli come persone difettose che quindi dovevano essere evitate, in particolare nei luoghi pubblici. Successivamente la parola è stata applicata ad altri attributi personali considerati vergognosi.

Traducendo in una parola meno carica di storia e più immediatamente comprensibile, il significato di “stigma” corrisponde a quello di pregiudizio, cioè un giudizio già emesso prima di un'osservazione attenta e prima ancora di una più complessa riflessione.

Lo stigma non dipende da un'intenzione critica deliberatamente esercitata: la consapevolezza del pregiudizio tende a farlo sparire. Ma è difficile percepire la presenza di uno stigma, perché esso corrisponde a una forma di consenso e a una corrispondente pratica collettiva.